I membri del COPIL della Claire Maison © Anthony Micallef
In occasione della Giornata internazionale dei diritti delle donne, un’iniziativa locale a Marsiglia illustra concretamente cosa significa accompagnare le donne più vulnerabili lungo i percorsi della precarietà e della migrazione. Nel cuore di Marsiglia, la Claire-Maison è ora aperta: un centro di accoglienza diurno riservato alle donne sole o con bambini piccoli, senza casa o che vivono in abitazioni informali.
Promosso dal Secours Catholique di Marsiglia, in collaborazione con la Congregazione La Xavière, proprietaria dei locali, questo progetto è il risultato di tre anni di lavoro collettivo e di ascolto attento dei bisogni espressi dalle prime interessate. Si inserisce in un contesto in cui le donne in mobilità e in situazione di esilio sono tra le più esposte alla strada, alla violenza e all’isolamento.
Se la Claire-Maison ha scelto questo edificio, non è per caso. Appartiene a La Xavière, una comunità religiosa cattolica che per molti anni ha accolto qui giovani ragazze in grande difficoltà — una forte continuità simbolica in un luogo dedicato all’aiuto delle donne vulnerabili.
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Un bisogno urgente di spazi dedicati alle donne in situazione di mobilità
A Marsiglia, un terzo delle persone senza dimora sono donne o bambini, una realtà spesso invisibile. Tra loro ci sono molte donne in mobilità, a volte in attesa di regolarizzazione, in situazione amministrativa precaria o uscite da strutture di accoglienza senza una soluzione duratura.
« Molte non osano venire o tornare, perché dicono di non sentirsi a proprio agio né al sicuro tra gli uomini », spiega Pauline Duclos, animatrice del Secours Catholique a Marsiglia.
Per rispondere a questa urgenza, la Claire-Maison ha scelto la non-mistà, un approccio oggi condiviso da diversi centri di accoglienza diurni della rete. Per donne che hanno vissuto l’esilio, la violenza o l’erranza, sentirsi al sicuro è una condizione preliminare per qualsiasi ricostruzione.
« Tra donne è più piacevole. Possiamo uscire dalla doccia con l’asciugamano senza problemi », racconta Abbla, volontaria. Un dettaglio apparentemente semplice, ma che dice molto sul bisogno di dignità e intimità.
Un luogo di pausa, ricostruzione e empowerment
L’approccio di questo luogo si basa su una forte convinzione: offrire alle donne, in particolare a quelle in mobilità, uno spazio per respirare, parlare, lavarsi e ricostruirsi in un ambiente di rispetto e dignità.
Qui si possono trovare:
● Una colazione, docce e la possibilità di lavare i propri vestiti
● Una vera cucina condivisa, attrezzata e funzionale, dove più donne possono portare i propri alimenti e preparare il pasto allo stesso tempo. Questo spazio favorisce la convivialità e il senso di «casa», spesso assente nei dispositivi di emergenza.
● Un accompagnamento individuale per far valere i propri diritti, accedere alle cure sanitarie, avviare pratiche amministrative o cercare un alloggio
● Attività collettive che favoriscono il legame sociale, la ricostruzione dell’autostima e la capacità di agire
Iniziative simili promosse dal Secours Catholique
Il Secours Catholique-Caritas Francia gestisce anche in altre città francesi spazi dedicati alle donne in situazione di precarietà: a Tours, il centro diurno Interm’Aide offre rifugio a donne spesso vittime di violenza e in grande difficoltà, con spazi per cucinare, lavare i propri vestiti e riposare durante la giornata; a Tolosa, La Casèla è uno spazio non misto dove le donne trovano un luogo di riposo, ascolto, attività e mutuo aiuto nella vita quotidiana.
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Un’iniziativa locale che risuona con le sfide Africa-Europa
In un momento in cui le politiche migratorie si stanno irrigidendo e i percorsi di esilio si fanno sempre più complessi tra Africa ed Europa, le donne restano in prima linea tra le vulnerabilità: violenze sessuali, tratta, sfruttamento, precarietà amministrativa, isolamento con figli.
In occasione dell’8 marzo, la Claire-Maison illustra l’importanza di approcci radicati a livello locale ma consapevoli delle realtà globali della mobilità umana. Creare spazi sicuri, non misti, centrati sulla dignità e sulla partecipazione delle prime interessate rappresenta una risposta concreta alle sfide affrontate dalle donne in mobilità.
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