Il 31 luglio si celebra la Giornata Internazionale della Donna Africana. Questa ricorrenza rappresenta un'occasione per mettere in luce i percorsi, le lotte e il contributo delle donne africane, ma anche per ricordare le disuguaglianze che continuano ad affrontare. Tra queste, le donne in situazione di mobilità vivono realtà spesso invisibili, in cui le difficoltà legate all'esilio si intrecciano con le discriminazioni fondate sul genere.
Dietro ogni percorso migratorio c'è una storia unica. Sebbene le ragioni della partenza siano diverse da una persona all'altra, sono spesso legate alla ricerca di un futuro più sicuro, a difficoltà economiche, a situazioni di violenza o al desiderio di offrire migliori prospettive ai propri figli. Per le donne, questi percorsi sono segnati da sfide specifiche. Molte lasciano il proprio Paese portando già sulle spalle importanti responsabilità familiari o dopo aver subito violenze. Lungo tutto il percorso migratorio, sono maggiormente esposte al rischio di sfruttamento, violenze sessuali e condizioni di precarietà.
All'arrivo, le difficoltà non finiscono. L'accesso all'alloggio, alle cure sanitarie, al lavoro o alle pratiche amministrative è spesso complesso, in particolare per le donne sole o con figli. Gli ostacoli giuridici, le discriminazioni e l'isolamento rendono ancora più vulnerabili persone che, allo stesso tempo, devono continuare a prendersi cura della propria famiglia e a ricostruire la propria quotidianità.
In questo contesto, l'accompagnamento offerto dalle associazioni costituisce un sostegno essenziale. All'interno della Delegazione Diocesana per le Migrazioni (DDM), presente a Tangeri, Tétouan, Al Hoceima e Nador, viene proposto un accompagnamento specifico per le donne: accoglienza in spazi riservati alle donne, ascolto attivo, sostegno psicosociale, attività di sensibilizzazione, gruppi di parola, orientamento verso percorsi formativi, accompagnamento all'inserimento lavorativo e sviluppo di attività generatrici di reddito. L'obiettivo è rafforzare la loro autonomia e permettere loro di ritrovare fiducia nelle proprie capacità e nei propri progetti.
I percorsi migratori non seguono mai una linea retta. I progetti evolvono attraverso gli incontri, gli ostacoli e le opportunità. Alcune donne desiderano proseguire il proprio cammino, altre scelgono di costruire la propria vita in Marocco, talvolta in modo duraturo. Molte reinventano il proprio futuro, sviluppano nuove competenze, avviano un'attività o diventano protagoniste essenziali della propria comunità.
In questa Giornata Internazionale della Donna Africana, desideriamo rendere omaggio a tutte queste donne il cui coraggio si manifesta ogni giorno. Dietro ogni storia si trovano una forza, una capacità di adattamento e una determinazione che meritano di essere riconosciute.
Accompagnandole nei loro percorsi, affermiamo una convinzione semplice: ogni donna deve poter vivere con dignità, esercitare i propri diritti e costruire liberamente il proprio futuro, ovunque si trovi.
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L'accompagnamento della DDM Marocco alle donne in situazione di mobilità è possibile grazie al finanziamento di Manos Unidas, Fons Pitiús e del Comune di Siviglia.
Questo articolo è stato scritto da Maira Samira Silva Gomes Onim (Operatore sul campo nel settore medico a Tetuán), Safae Atiya (Assistente sociale a Nador) ed Elouan Dubourg (Volontario del servizio civile) della DDM Marocco.