Il 15 maggio si celebra la Giornata internazionale delle famiglie. In questa occasione, desideriamo rendere omaggio anche alla famiglia che nasce lungo il percorso migratorio.
Nel senso più letterale del termine, una “famiglia” è un gruppo di persone unite da legami di parentela, matrimonio, convivenza o affinità. È anche il luogo in cui ci si sente al sicuro, dove si trova rifugio, dove si è amati, aiutati e rispettati.
Quando le persone migrano, lasciano alle spalle questo ambiente rassicurante e affrontano da sole un cammino pieno di difficoltà e incertezze. In questo contesto nasce una nuova famiglia: quella che si costruisce lungo il percorso.
Una di queste forme di famiglia sono le “comunità”, gruppi di persone che si organizzano per sostenersi a vicenda e accompagnare i nuovi arrivati durante tutto il processo migratorio. L’aiuto che offrono non è solo economico: possono aiutare a trovare lavoro, creare legami sociali, celebrare le festività secondo le proprie tradizioni, condividere, accogliere nelle proprie case… Grazie a tutto questo, le persone in mobilità possono contare su una rete di sostegno a cui rivolgersi quando arrivano in un nuovo luogo.
In Marocco, molte persone lontane dal proprio Paese e dai propri cari trovano in queste comunità un sostegno quotidiano per affrontare la vita di tutti i giorni. In alcune città, queste reti informali diventano veri e propri spazi di solidarietà e resistenza di fronte all’incertezza del percorso migratorio.
A Caritas Maroc, constatiamo ogni giorno la presenza di queste “famiglie del cammino”.
Persone che, pur non avendo legami di sangue, si chiamano “fratello” o “sorella”. Se nei Paesi occidentali le parole “sorella” e “fratello” hanno soprattutto un significato biologico, nelle culture africane indicano persone vicine, spesso molto più che semplici amici. Sono coloro che ti aiutano quando la tua famiglia è lontana, nei momenti in cui ne hai più bisogno: quando sei malato, quando hai appena partorito oppure quando devi lavorare e non hai nessuno a cui affidare il tuo bambino. Sono coloro che vengono a trovarti in ospedale, che ti portano ciò di cui hai bisogno, con cui condividere gioie, lacrime e preoccupazioni.
Persone che si accompagnano, si prendono cura le une delle altre e si sostengono nei momenti di vulnerabilità.
In assenza della famiglia d’origine, queste relazioni diventano un sostegno essenziale per continuare ad andare avanti.
In questo 15 maggio, vogliamo anche ricordare e celebrare queste famiglie che nascono lungo il cammino. Famiglie spontanee, costruite sulla solidarietà e sull’aiuto reciproco, che diventano un sostegno emotivo fondamentale per chi vive l’esperienza migratoria lontano da casa.
Questo articolo è stato preparato da Cristina Mata e Teresa Martin, di Caritas Maroc.